
Hotel Esperia fu acquistato nel 1936 da Manfredi Pagano illustre figura di una storica famiglia di albergatori capresi, alla quale va il merito di avere contribuito allo sviluppo dell’economia turistica alberghiera dell’isola di Capri a partire dalla prima metà dell'Ottocento. Fu infatti una idea di Giuseppe Pagano, quella nel 1825 di adibire una ala della sua casa a “locanda”, per ospitare i primi intrepidi visitatori di questo angolo di paradiso, così ricco di bellezze naturali eppure così difficile da raggiungere. In pochi anni questa timida iniziativa trovò il suo successo. Gli ospiti aumentarono e la fama della locanda crebbe, apprezzata soprattutto per il suo ambiente familiare e per la clamorosa accoglienza offerta agli ospiti. Don Giuseppe oltre a tenere il “registro dei visitatori” (dal quale si sono potuti rilevare i nomi dei grandi personaggi che hanno soggiornato in casa Pagano) metteva a loro disposizione un album in tela recante sulla copertina la scritta “Caricatures”, che raccoglieva fogli di cartone su cui venivano incollati i disegni, gli schizzi e le caricature dei tanti artisti che dimorarono nella locanda. (Oggi, tutto questo è stato donato da uno degli ultimi discendenti della famiglia Pagano al “Centro Caprense Ignazio Cerio” che ha raccolto la donazione catalogandola come “Fondo Pagano” , infatti nel luglio del 2005 insieme alla Sovrintendenza Archivistica della Campania si realizzò una mostra che raccontava il mito di Capri nel 1800). Tra i primi ospiti della “locanda Pagano” il pittore poeta August Kopish, che insieme a Michele Pagano figlio di Giseppe, fu il primo visitatore della Grotta Azzurra, il 17 settembre 1826 come testimonia nella sua opera “Scoperta della Grotta Azzurra” pubblicata nel 1838 Kopish fu spinto a varcare l’antro inesplorato dalle fantastiche storie di demoni che la abitavano, raccontate nella locanda da Giuseppe Pagano. Dalla visita di Kopish l’antro misterioso divenne oggetto di un vero e proprio culto turistico fin appunto ai giorni nostri. Il mitico Giuseppe Pagano morì nel 1831, a lui succedette il figlio Michele Pagano che decise di mantenere inalterate le regole della conduzione della locanda, anche nei casi dove si offriva ospitalità gratuita ai clienti indigenti. Don Michele però ampliò la locanda, adibendola per intero e denominandola “Hotel Pagano”. Per dare nuova dimora alla sua famiglia comprò “Villa Romana”, che in seguito divenne una dependance del “Pagano”. .. Tra i nomi importanti si evincono paesaggisti quali Silvestre Feodosievic Scëdrin, Karl Blechen e Friedrich Johann Christian Preller. I poeti August Graf Von Platen, Herman Allmers, il romanziere Hans Christian Andersen e lo storico della Roma medioevale Ferdinand Gregorovius. Inoltre Giorgio Sommers, fotografo del tempo e Anton Lauridas,, Johannes Dorph pittori Danesi e ancora altri. Il pittore francese “Jean Benner”, giunto all’albergo nel 1866, fu talmente affascinato dall’isola da mutare le sue scelte pittoriche dedicandosi esclusivamente ai paesaggi e alla vita semplice e rurale della semplice vita caprese. Egli sposò Margherita Pagano, figlia dei padroni di casa e sulla parete della sala da pranzo affrescò il dipinto “Le quattro stagioni”. Questa idea alquanto bizzarra fu emulata da altri artisti che seguitarono a dipingere sulle pareti della sala da pranzo riuscendo a trasformarla involontariamente in una vera e propria galleria d’arte; ricordiamo Jean Louis Hamon, che su una parte lasciò il suo autoritratto e ancora Benner, creò la caricatura di Edouard Joachim Corbière detto “Tristan”, che all’ “hotel Pagano” si distinse come caricaturista. Anche il medico svedese Axel Munte quando raggiunse Capri alloggiò al “Pagano” e poi successivamente acquistò una villa ad Anacapri, tuttora aperta al pubblico nella quale diede spazio ai suoi studi scientifici. Il tedesco ritrattista Christian Wilhelm Allers, famoso per le sue opere a matita, il quale soggiornò al “Pagano” per molto tempo per poi far costruire una monumentale villa nei pressi di Tragara (villa Tragara). Alla morte di Michele Pagano la gestione dell’albergo passò al figlio Manfredi Pagano che continuò impeccabilmente la tradizione di famiglia e, come il padre, ricoprì la carica di sindaco del villaggio. Manfredi fu stimato dai suoi ospiti e amato dai capresi, quasi osannato. Si narra che il giorno in cui ritornò da Castellamare di Stabia dove si era recato per prestare giuramento dinanzi al sottoprefetto che lo riconfermava sindaco di Capri, sulla banchina del porto il popolo caprese lo attese con la banda musicale del paese acclamandolo con applausi e fiori e accompagnandolo al “Pagano” a suon di musica. Con Manfredi l’albergo “Pagano” vede il periodo più glorioso della sua storia, la celebra festa del 14 marzo, in occasione del compleanno di Re Umberto I e la fama dell’albergo con la illustre clientela soprattutto tedesca portò Capri all’”esposizione di Berlino” nel 1886 dove, nel padiglione italiano, venne riprodotto un plastico dell'albergo. Tra i pittori che soggiornarono a quei tempi ci sono nomi di: Heinz Hoffmeister che fu anche scultore e letterato, Ludwig Streitenfeld (1849-1923) Federico Del Campo (1849-1923) e Rafael Monteallegrè, il musicista Paolo Serrao e ancora Edmond De Pury (1845-1911) che al Pagano lasciò una caricatura di Manfredi. Non mancarono tra gli ospiti personalità della vita civile e politica nazionale quali Benedetto Croce, Francesco Saverio Nitti, Michelangelo Schipa, Gustiniano Fortunato, Filippo Tommaso Martinetti, il tenore Enrico Caruso. Purtroppo con lo stesso Manfredi, il glorioso albergo vide anche il suo tramonto. Agli inizi del 1900 la clientela tedesca venne a mancare per lo scoppio della prima grande guerra tanto che nel giro di pochi anni, fu costretto a malincuore a vendere l’albergo che, in seguito, nel 1967, fu demolito facendo scomparire tra le macerie tutto ciò che l’albergo aveva rappresentato. Manfredi ampliò Villa Romana e la ribattezzò “Hotel Manfredi Pagano” e qui continuò la sua arte di albergare. Nel 1922 Manfredi Pagano morì (di seguito alcuni passi dell’elogio dedicatogli da Edwin Cerio allora Sindaco di Capri, a testimonianza che con la morte di Manfredi Pagano si chiudeva una era di grande prosperità per l’isola di Capri) lasciando l’attività ai suoi 6 figli. Purtroppo i tempi erano cambiati, il turismo di massa prendeva il sopravvento e l’attività imprenditoriale mutò radicalmente. Gli stessi figli di Manfredi gestivano secondo tendenza e non più secondo le regole di famiglia. Su questo punto il minore dei 6 figli, anch’egli di nome Manfredi, decise nel 1936 di lasciare la gestione dell’albergo di famiglia per acquistare all’epoca Villa Farnesina, oggi hotel Esperia, un piccolo albergo di 12 camere che gestì insieme alla moglie Anna Salvia, secondo le tradizioni di famiglia, portando via con se pochi ricordi più che altro di valore sentimentale quali la fascia da sindaco del padre, alcuni suoi attestati di onorificenza, qualche quadro e alcune foto insieme alla caricatura di Enrico Caruso, cimeli che oggi all’albergo Esperia testimoniano la storia di questa grande famiglia di albergatori. Manfredi e sua moglie Anna riuscirono a ricreare all’Esperia quell’atmosfera ormai lontana che si assaporava solo nel mitico “hotel Pagano”. Dopo la morte di Manfredi per più di 20 anni sua moglie Anna Salvia ha gestito da sola l’albergo superando le difficoltà dei mutamenti dei tempi e delle generazioni che hanno improntato il tempo a seguire. Anna Salvia ha tramandato ai suoi nipoti Valentina ed Alessandro Pagano l’amore per questa casa, per la sua storia per i suoi ospiti e le sue tradizioni. Oggi infatti questi due ultimi discendenti dei Pagano gestiscono hotel Esperia nel rispetto della volontà dei loro antenati, senza etichetta di lusso, ma nella buona educazione e nella ospitalità. Nella hall dell’hotel Esperia infatti è a disposizione degli ospiti un album sul quale annotare una riflessione del soggiorno trascorso e con grande orgoglio i fratelli Pagano hanno potuto verificare che dopo 5 generazioni di albergatori, l’Esperia viene apprezzato per l’ambiente familiare e la speciale accoglienza.
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